Cantastorie
La mamma buonanima della signora

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.: Paola Franco

Mi chiamo Paola, ho 21 anni e sono iscritta al terzo anno del corso di laurea in Statistica e Informatica per la Gestione delle Imprese.
La mia vita è una trottola che non si ferma mai, non riesco a stare con le mani in mano in nessuna cosa che faccio e amo riepire le mie giornate con attività stimolanti e diversissime tra loro, quindi oltre a studiare insegno nuoto ai bambini, lavoro in un centro anziani e in un pub qualche sera al mese, senza trascurare mai la mia più grande passione, il Teatro!!

La mia avventura su un palcoscenico è iniziata al liceo, entrando a far parte del laboratorio teatrale della mia scuola ho imparato i primi rudimenti sull'arte della recitazione, un lavoro duro, basato sulla dizione e sul controllo del corpo nello spazio ristretto di un palco, culminato poi nella messa in scena di un testo autoprodotto dal gruppo stesso.

Dopo un anno di sosta sono entrata a far parte della Compagnia Teatrale "Arte Povera" dove mi sono trovata subito a mio agio, circondata com'ero da persone animate come me dalla passione per il teatro e per l'arte in ogni sua forma! Qui con l'aiuto del mio regista spero di poter imparare sempre più cose nuove su questa bellissima Arte.

Per migliorare sempre di più le mie capacità ho seguito nella seconda metà del 2006 un corso interno di dizione e il corso tenuto da Pino Costalunga "Parola, Gesto... Ritmo" organizzato dalla F.I.T.A. di Treviso.
Ho debuttato nella commedia "Il Tacchino" nel ruolo di Giovanna, una cameriera, per poi passare ad un ruolo più impegnativo nel secondo allestimento della compagnia, "La Dama di Chez Maxim". I sacrifici non mancano, ma so che saranno pienamente ripagati ogni volta che si andr� in scena!

Recitare infatti mi da la possibilità di essere ciò che non sarò mai, di diventare una persona diversa ogni volta e di trasmettere le mie emozioni a centinaia di persone sempre diverse che attendono solo di ridere o piangere insieme ai protagonisti, di divertirsi per le sfortune altrui o di commuoversi per drammi immortali.

E poi cosa c'è di più gratificante dopo mesi e mesi di duro lavoro uscire da dietro le quinte per ricevere gli applausi e vedere tutti quei volti sorridenti li per te...


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