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.: Valentina Longo
Mi chiamo Valentina e ho 25 anni, nella vita lavoro come impiegata in una grande azienda della provincia di Treviso.
Sono una persona allegra e creativa, nel tempo libero mi piace leggere, cucinare, andare al cinema, fare shopping, andare in palestra, adoro viaggiare ed esplorare posti nuovi per questo spesso mi piace organizzare da me gli itinerari delle mie vacanze.
Il mio primo contatto con il teatro è avvenuto 2 anni orsono quando ho saputo che la compagnia che in seguito si sarebbe chiamata "Arte Povera", stava cercando attori alle prime armi per una commedia.
Devo ammettere che fare teatro, durante i primi mesi, per me che non avevo mai avuto esperienze di palcoscenico di nessun tipo, non è stato esattamente una passeggiata, ma l' ho trovato subito appassionante e non mi sono lasciata abbattere alle prime difficoltà, considerando questa esperienza un po' come una piccola grande sfida contro me stessa.
Mi piace moltissimo l' atmosfera che si respira il pomeriggio prima di uno spettacolo: l’ esplorazione del nuovo habitat (leggi teatro…) l’ organizzazione del trucco e dell’ acconciatura, il caos colorato che si crea nei camerini formato dall’ insieme di improbabili oggetti storici sbucati dal vecchio armadio della nonna, la preparazione del famigerato miscuglio di vari ingredienti (leggi vino di cola) che qualche attore distratto dovrà bere in scena, fino al prodigioso momento in cui tutti premuti dietro le quinte ascoltiamo il brusio eccitato del pubblico e aspettiamo trepidanti le prime note della musica d’ inizio…
Anche se è passato del tempo dal mio primo debutto, devo ammettere che anche dopo numerosi spettacoli ; l’ emozione resta la stessa di quella sera d’ estate…l’ impressione di non ricordare una sola battuta, le farfalle nella pancia, il timore di fare una figuraccia o la vaga preoccupazione che l’ ombrellino di pizzo ci abbandoni sul più bello incastrandosi in qualche scenografia troppo stretta….ma ciò che amo di più è la sensazione che si prova nel momento in cui il proprio personaggio entra in scena, quando dalla penombra sussurrante del “dietro le quinte” si passa alle sfavillanti luci del palcoscenico e c’è quello stranissimo e a volte interminabile istante di silenzio che assomiglia al momento in cui il proprio trenino, sulle montagne russe, è immobile all’ inizio della discesa finale e si vorrebbe essere da tutt’ altra parte al mondo, però ci si rende conto che ormai è troppo tardi per fermare la giostra…ma poi…. Poi si da' voce alla prima battuta e tutti gli ingranaggi magicamente prendono a girare per il verso giusto…
Ecco tutto questo per me è il Teatro un infinito giro della morte sulle montagne russe, dove il mondo come lo conosciamo è capovolto e ciò che diamo per scontato viene visto in chiave diversa, dove tutto è strano e buffo, a volte quasi ridicolo e dove sono i particolari che ignoravamo a fare la differenza...il tutto in un vorticare di luci, colori….e poi cappelli a cilindro, musiche francesi, vestiti colorati in stile fin de siècle, eccentrici bastoni da passeggio e antiquati oggetti di scena spuntati da qualche mercatino delle pulci, battuti a qualche battagliera asta on-line o persino, vi prego di mantenere il riserbo su questa cosa, sottratti all’ aula di anatomia…
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