Stagioni della vita
La mamma buonanima della signora

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.: Andrea Valonta

Ciao sono Andrea ho 23 anni e mi sto laureando in Scienze Statistiche a Padova, le mie passioni principali sono il nuoto sport praticato a livello agonistico e come istruttore, calcio anch’esso praticato da giocatore e gli scout dei quali ho fatto parte per ben 13 anni e che posso dire mi hanno formato.
Ma cosa c’entra uno come me in una Compagnia Teatrale? Beh, devo dirvelo vorrei scoprirlo anch’io; so solo che un giorno la mia ragazza, grande appassionata di teatro, decide di entrare a far parte di questa Compagnia, e da allora eccomi catapultato in un mondo nuovo, fatto di cose e persone che non avevo mai visto prima, d’un tratto mi trovo a dar una mano per rendermi utile, pur cosciente di non voler salire sul palco come attore.
Qui ho capito cos’è il TEATRO, non è solo la struttura dove delle persone cantano, ballano, recitano poesie, commedie o drammi; non sono i copioni, non sono nemmeno i singoli attori sebbene bravi: no per me il TEATRO è molto di più, il teatro è tutto quello che c’è prima e dopo lo spettacolo, io vedo lo spettacolo solo come il premio al duro lavoro svolto da parte di tutti. Per me Teatro con la T maiuscola è trovarsi tutti assieme (dal regista all’attore che magari quel giorno non reciterà) a caricare il camion, è arrivare anche dopo molte ore di viaggio come Como e a scaricare e montare le scenografie, è cercare che tutto sia sempre perfetto per il pubblico, è il prendersi gli applausi mentre si recita, i complimenti alla fine e mettersi di nuovo a smontare tutto per tornare a casa, è fermarsi a mangiare una pizza in compagnia alle 2 di notte quando la fatica per la giornata è tanta, ma il piacere di stare in compagnia non ti fa andare via.
Il MIO Teatro non sarà mai salire sul palco per dire la battuta e magari ottenere applausi o risate dal pubblico, sarà fatto solo di lavoro dietro le quinte, fatto per rendere tutto perfetto agli occhi dello spettatore cercando sempre che scene, luci e audio siano perfette. La mia gratitudine (che mi mette molto in imbarazzo) è il ricevere l’applauso da parte della mia Compagnia mentre loro ricevono quello del pubblico, o ricevere un grazie dai miei amici, per averli aiutati a far si che tutto fosse speciale e per averli gravati di un po’ meno lavoro.
Credo che se non fossi entrato in questa Compagnia non avrei mai capito fino in fondo cos’è il Teatro, per questo sono a tutti loro molto riconoscente, devo anche dire che far parte di questa Compagnia per me è un vanto per i grandi risultati e le tante soddisfazioni conquistate e che conquisteremo.


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