|
.: Francesco Darsie
Ciao,
mi chiamo Francesco ed ho 24 anni.
Sono quello che si può tranquillamente definire un tipo piuttosto timido e un po’ introverso, che ha bisogno di un po’ di tempo prima di sentirsi a suo agio in un determinato ambiente.
Conclusi gli studi superiori del liceo scientifico, mi sono iscritto all’università, al corso di Ingegneria ambientale a Padova, corso che sto tuttora frequentando e, speriamo, concludendo.
Prospettive per il futuro: ripulire il mondo!!
Nel tempo, parallelamente allo studio, ho seguito numerosi interessi e numerose passioni,
che vanno dall’esperienza scout, che mi ha fieramente visto impegnato per più di 11 anni, al mondo della musica. Il piacere di suonare il basso infatti ha spinto me ed altri 4 ragazzi a fondare il mitico gruppo dei Khaos, che per un biennio ha spopolato nei territori a nord di Treviso con eccellenti pezzi auto prodotti.
Tra gli sport seguo con spropositato interesse la Formula1 sin da quando ero molto piccolo, e guardare i gran premi significava davvero vivere delle avventure; in tempi più recenti mi sono avvicinato alla benettonbasket e alla pallacanestro in generale.
Di tutto questo direte.."chi se ne frega!"
Veniamo al palcoscenico..
Durante il liceo ho avuto il primo contatto con l’ambiente del teatro, e per 3 anni fatto parte dei gruppi scolastici, avendo anche la possibilità di togliermi alcune importanti soddisfazioni.
Con la fine delle superiori è però finita anche questa esperienza, riaperta una sera dall’incontro del tutto fortuito con Francesco.
Il partecipare, seppur da semplice spettatore, a delle prove di Arte Povera mi ha emozionato, ed ha riacceso nella mente i bei ricordi di qualche anno prima, al punto di spingermi a trasformare questi ricordi in realtà e rigettarmi in questo mondo di quinte e sipari.
Passa il tempo, ma l'emozione di calcare un sipario non cala mai; ora sotto tutti col TAXI!!
Anche per chi recita una particina piccolina, l’emozione è grandissima e si mescola con l’ansia di non combinare sciocchezze, con la paura dell’imprevisto che è sempre dietro l’angolo, e con la speranza di riuscire a strappare quell’applauso al pubblico che significa che l’hai colpito, che hai fatto centro, che sei riuscito a fare tutto per bene.
E’ proprio questa “sfida” che spinge a superare con serenità le fatiche di mettere in piedi uno spettacolo e che rende magico l’affrontare ogni volta il palcoscenico.
|