Taxi a due Piazze
Ma per fortuna è una notte di luna

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La Compagnia Teatrale Arte Povera è lieta di presentarvi l'archivio degli spettacoli.

Se desiderate organizzare uno spettacolo teatrale presso il Vostro Comune, o se desiderate avere ulteriori notizie riguardo alle date delle rappresentazioni teatrali, non esitate a contattarci utilizzando l'apposito modulo di richiesta.





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In una notte di luna piena, due ladri sgangherati tentano goffamente di derubare Madame, la padrona di casa, del suo celeberrimo e prezioso diadema, all'interno della sua villa gentilizia, dove, la stessa figlia, con un poco complice fidanzato e soprattutto poco probabile, cerca di accaparrarsi, lei stessa, il gioiello.

Il tutto con l'accompagnamento musicale suonato sul palco da una jazz band.
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"Taxi a due piazze" narra della doppia vita di Mario Rossi, tassista romano che cerca di uscire da una complicata situazione che lo vede marito di Carla Rossi e allo stesso tempo di Sophie Rossi, entrambe preoccupate per una sua lunga assenza da casa.
A complicare le cose interverranno poi il suo vicino di casa Walter e due brigadieri intenti a far luce sulla faccenda.
Una serie di equivoci, malintesi e coincidenze porteranno ad un finale scoppiettante e a sorpresa!
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"Il Tacchino" (titolo originale Le Dindon), per i suoi ricchi intrecci comici, equivoci e colpi di scena, è forse il testo più rappresentativo del teatro del "vaudeville".
Un esempio del teatro francese di fine ottocento, caratterizzato da una costellazione di stereotipie che coinvolgono personaggi, situazioni e modalità di costruzione teatrale, che conservano tutt'oggi un'intatta vitalità.

Ne "Il Tacchino", come in tutte le opere di Georges Feydeau, il destino è nelle mani delle donne: infatti, anche qui, sono la Signora Vatelin e la Signora Pontagnac che dominano la situazione e tirano le fila della storia, decidendo di allearsi e poi di vendicarsi dei rispettivi mariti, di cui hanno scoperto l'adulterio, accettando la corte di uno spasimante che sarà lo stesso per tutte e due.
In tutto questo si intrecciano altri personaggi, ognuno con la sua caratterizzazione, tipica delle farse di ogni tempo, spinti sovente al limite della caricatura, ma sempre con specifici compiti nell'intrigo.

La fase borghese del teatro di Georges Feydeau culmina con "Il Tacchino", in cui la maschera femminile raggiunge la massima specificità; parallelamente, anche le figure maschili acquistano una psicologia, nei suoi limiti, particolarmente precisa.

"Il Tacchino" fu rappresentato per la prima volta in Francia, sulla scena del Palais-Royal l'8 febbraio 1896.
Interpreti principali Huguernet (Pontagnac), Gobin (Vatelin), Raimond (Rèdillon), Jeanne Cheirel (Luciana), Andrèe Mègard (Clotilde).
La commedia ebbe molto successo e fu ripresa numerose volte: nel '900 in occasione dell'Esposizione; nel 1912 al Vaudeville con la stessa Jeanne Cheirel che ne era stata la prima interprete, nel '26 alla Scala.
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"La Dama di Chez Maxim" è considerata a giusta ragione il capolavoro di Georges Feydeau.

Scritta nel 1899, è uno spettacolo che esplode in un turbine di situazioni comiche, con quel ritmo inarrestabile e un poco folle che è la caratteristica del genio comico di Feydeau. Il gioco scenico è sostenuto da una satira fortemente graffiante e soprattutto dal ritratto memorabile della Môme Crevette, straordinariamente comico eppure di grande verità umana.

Gli ingredienti originari sono spettacolarità, ricchezza delle parti (quasi a voler presentare scene di massa sul palco), fondali preziosi, curatissimi costumi e una articolata lunghezza per i nostri tempi difficilmente comprensibile, ma che era pienamente giustificata dalle funzioni "rituali" del teatro ottocentesco, più che mai luogo d'incontro e discussione per la società bene.

La commedia è una irresistibile girandola di battute fulminanti, di malintesi, che inizia quando l'inappuntabile e sposato Monsieur Luciano Petypon, dopo una notte di follie, si ritrova al mattino tra le braccia della Môme Crevette, ballerina del Moulin Rouge.

Nasconderla alla moglie, con l'aiuto dell'amico Dr. Mongicourt, sembra impossibile ma, di trovata in trovata, quel prestigiatore della scena che è Feydeau riesce non solo a creare per la Crevette un ruolo angelico ma perfino a portarla ad insegnare "belle maniere" parigine alle provincialissime invitate del castello di Membrole, dove è stata invitata ad un matrimonio come Signora Petypon.

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