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RASSEGNA TEATRO SOTTO LE STELLE - Atto terzo
Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, l'Associazione Culturale Arte Povera vuole continuare la sua iniziativa, finalizzata alla divulgazione dell'arte dello spettacolo, promuovendo, anche quest'anno, un evento tanto sentito e amato: Teatro Sotto le Stelle.
Con "Teatro sotto le Stelle", Arte Povera vuole regalare alla città di Mogliano Veneto e a chiunque lo desideri un'estate ricca di cultura e divertimento rendendo il Teatro il solo vero protagonista delle calde serate estive.
La rassegna teatrale di 5 serate vedrà il suo inizio venerdì 27 giugno 2008 concludendosi il 25 luglio.
L'evento si svolgerà come l'anno precedente nella prestigiosa Piazzetta al Teatro di Mogliano Veneto; suggestiva cornice che, attraverso il suo imponente palcoscenico stabile, i suoi 600 posti a sedere, ed il "Caffè al Teatro" è giustamente considerata il luogo di aggregazione culturale delle estati moglianesi per eccellenza.
Le compagnie teatrali invitate a partecipare alla terza edizione di Teatro sotto le Stelle, provengono da tutto il Nord Est: Treviso, Padova, Rovigo, Pordenone.
Il panorama artistico anche per questa edizione è molto variegato: dalla comicità francese di Molière al più nostrano e intramontabile Goldoni; dai brillanti e grotteschi atti unici di Fo alla splendida opera di Baricco (dalla quale è stato tratto il film: "Novecento, pianista sull'oceano").
Le compagnie stesse sono state recentemente insignite di importanti riconoscimenti o vengono da fortunate trasferte oltre oceano.
Vi invitiamo a visionare il programma di questa nuova edizione e vi auguriamo una piacevole estate insieme ad Arte Povera.
Se desiderate avere maggiori informazioni sulla rassegna "Teatro sotto le stelle", o se desiderate riservare il Vostro posto in platea, vi invitiamo a contattarci telefonando al numero 340 1481189 oppure scrivendo una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: info@teatro-arte-povera.com
SARANNO PRESENTI PER L'EDIZIONE 2008:
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Uno strano personaggio interrompe continuamente la recita di una compagnia di comici.
C'è un tutore che smania per la propria figlioccia, innamorata, invece, del vicino di casa.
Il solito mezzano ingarbuglia la vicenda e gli equivoci sono assicurati.
Il deus ex machina, nella persona di una vecchia balia, risolve l'inghippo. Alla fine ci saranno brindisi e confetti ed un nuovo personaggio entrerà a far parte della compagnia ...
C'è un teatro nel teatro: la storia del Goldoni dentro la storia della Pupilla, un intrecciarsi di narrazioni, di vite.
La rielaborazione di un testo già rielaborato da Micheluzzi su un testo di Goldoni, frutto, a sua volta, del rimaneggiamento di un proprio intermezzo giovanile. Il mondo a scatole cinesi.
Lo stratificarsi della storia e il sentirsi nipotini dimentichi ed un po' irrispettosi di una grande tradizione teatrale, nella quale i personaggi, più numerosi in questa nuova edizione rispetto a quella del 1993, giocano il ruolo di guitti della Commedia dell'Arte.
È un Carletto nostro contemporaneo, anch'egli analfabeta di ritomo del vivere, alla ricerca dei fondamenti, forse ormai persi, dello stare assieme, della convivenza, della tolleranza, del comunicare, nonostante tutto…
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"Non tutti i ladri vengono per nuocere" è una commedia degli equivoci che rifà il verso agli intrecci del teatro francese di fine secolo con tutti gli elementi del vaudeville.
Angelo Tornati, un professionista serio del furto, durante lo svolgimento delle sue "regolari mansioni" si trova ingarbugliato nelle complicate faccende dei padroni di casa che tornano a casa senza preavviso e con amanti che sbucano da tutte le parti...
"I Cadaveri si spediscono e le mogli si spogliano" è un vaudeville "contaminato" dalla farsa gialla, strampalata, con ininterrotte trovate comiche ed una trama intrigante, dall’intreccio interattivo fra i vari personaggi; una sorta di opera buffa senza musica.
Siamo in Italia nel 1958 e un detective travestito da donna indaga su una serie di cadaveri che vanno e vengono da una nota sartoria teatrale. Scoprirà una intraprendente società per "divorzio a secco", che tramite un ingegnoso sistema omicida...
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In un caldo Agosto Berlinese, Fisher, all'apparenza un tranquillo rappresentante d'auto, è costretto ad inventare l'identità delle persone che man mano si trovano a girare per casa per giustificarne la presenza, ma alla fine resta intrappolato dalle sue stesse bugie in quella che si rivelerà una movimentata e rocambolesca storia di spionaggio in un susseguirsi irrefrenabile di situazioni assurde e travolgenti, fatte di scambi di persone e di giochi di parole.
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La storia di Novecento nasce e si conclude sul Virginian, una nave che racchiude in sè mille storie, parla del viaggio per la tanto sognata America, descrive tanta gente, emigranti, gente ricca, gente comune... ma il loro passaggio fa solo da sfondo al protagonista vero, un pianista dalla straordinaria bravura che mandava in estasi i suoi spettatori.
Novecento, ovvero Danny Boodman T.D. Lemon Novecento è il personaggio principale di questa leggenda: nato o meglio, abbandonato, il primo giorno del primo anno del vecchio secolo su una nave trascorre tutta la sua vita senza discenderne mai.
La nave diventa la sua casa, la sua famiglia e Novecento scopre il mondo attraverso di essa, attraverso la gente che percorreva i ponti e ascoltava la sua musica.
La "sua" musica, la sola che poteva dargli un senso di infinito in quel piccolo universo finito della nave, quella che gli permette di incantare i suoi desideri e di anestetizzarne il dolore che si trascinano dietro.
A Novecento basta quel mondo, quella nave, quell’oceano, quegli 88 tasti con i quali creare un mondo infinito.
In scena due voci narranti, immerse in una scenografia che ricorda la tastiera del pianoforte, daranno vita al racconto prendendo diversi punti di vista, dal presentatore della Jazz Band, al trombettista Tim Tooney, unico grande amico di Novecento, allo stesso Novecento, in un dialogo tra loro ed il pubblico, tra Tim e Novecento volto a dare la sensazione che quella nave e quel pianista, siano esistiti davvero per regalarci l’emozione di ascoltare la loro straordinaria storia.
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Le vicende del vecchio borghese arricchito Arpagone.
La comicità di carattere che gioca sul comportamento dei personaggi, la loro maniera di pensare e reagire; la comicità di situazioni, peripezie, impreviste e trappole delle circostanze.
Tutto questo è "L'avaro", per ridere e pensare a teatro.
Cosa sognerà Arpagone?
Quando le luci trascolorano, e arrivano i demoni, cosa vedrà l'avaro di Molière?
Forzieri stracolmi, prestiti ad interesse? Il tintinnare dei luigi? Zio Paperone, ricorderete, nuotava in una piscina piena solo d'auree monete. Per lui era felicità. E qualcosa, allora, ci dovrà essere anche per il nostro eroe. Se pur dorme, certo. Se rinuncia, basta solo un momento, a far la guardia a quella piccola cassetta. Provate a pensarlo, e diventerà tutto possibile. In fondo: la fine dei classici è nota, l'intreccio chiaro; sapete già in anticipo come reagiranno i personaggi.
Quello che colpisce in Arpagone è uno stato di claustrofobia, di grigiore, di polvere, non c'è spazio per la luce e quindi per la vita.
La casa e, di conseguenza, lo spazio, assumo un valore altamente simbolico; diventano il luogo di un piccolo inferno domestico dentro il quale i personaggi, in un primo momento, si muovono come icone, come fantocci in attesa di diventare persone.
Difficilmente questo spazio si apre all'esterno, agli altri, se non solo per il nascondiglio della cassetta coi soldi; è lo spazio di un "malato", di chi giustifica il risparmio considerandolo non solo punto d'onore, ma anche un fondamento dell'economia, mentre, in verità, è soltanto conseguenza dell'avarizia, della superbia, dell'ostinazione di un vecchio burbero attossicato dalla brama di conservare la sua adorata cassetta.
E allora provate ad immaginare come sarebbe se... Lasciate che la fantasia improvvisi, giocate con noi.
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