Ma per fortuna è una notte di luna

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RASSEGNA TEATRO SOTTO LE STELLE - Atto secondo

teatro sotto le stelle, rassegne, teatro treviso, spettacoli teatrali, spettacoli di teatro, teatro in villa, teatro veneto, compagnie teatrali, compagnia teatrale, gruppo teatro, gruppo teatrale, corsi teatro, corsi dizione Si è conclusa con gran successo la seconda edizione della rassegna teatrale estiva "TEATRO SOTTO LE STELLE", svoltasi nella splendida Piazzetta Al Teatro di Mogliano Veneto (TV).
Quest'anno il bel tempo ha permesso lo svolgimento di tutte le serate di teatro all'aperto, offrendo così cinque magiche serate al gentile pubblico.
Le compagnie teatrali (che vogliamo nuovamente ringraziare per il loro contributo artistico) hanno presentato cinque commedie di diversi autori; da Goldoni a Feydeau, continuando con Frayn, Geyer e Molière.

L'Associazione Culturale Arte Povera, organizzatrice dell'evento, ringrazia il Comune di Mogliano Veneto per il suo patrocinio, tutti gli sponsor per il loro gentile contributo e tutti i volontari e gli amici che hanno offerto il loro aiuto per la realizzazione di questo evento.
Un ultimo ringraziamento va al nostro Pubblico che ci ha seguito nelle cinque serate di spettacolo contribuendo alla buona riuscita dell'evento teatrale.


SI SONO ESIBITI PER L'EDIZIONE 2007:




Il "rustego" Lunardo promette all'amico Maurizio la propria figlia Lucietta in moglie al di lui figliuolo Filippetto.
Ma i due giovani, secondo l'antico costume, non ne sanno niente e non potranno vedersi che il giorno delle nozze.
Contrariamente a ciò, la consorte di Lunardo, Margarita, matrigna di Lucietta, e Marina, cognata di Maurizio, vengono convinte da Felice, moglie di Canciano (altro rustego) a far sì che gli ignari giovani si incontrino.
Filippetto, aiutato dal conte Riccardo, entra mascherato in casa di Lunardo proprio quando questi, all'insaputa della moglie, ha invitato in casa gli amici "rusteghi" per le nozze...
"Rusteghi" in lingua Veneziana non è lo stesso che Rustici in lingua Toscana.
Noi intendiamo in Venezia per uomo Rustego un uomo aspro, zottico, nemico della civiltà, della cultura, del conversare.
Si scorge dal titolo della Commedia non essere un solo il Protagonista, ma vari insieme, e in fatti sono eglino quattro, tutti dello stesso carattere, ma con varie tinte delineati.






"La Dama di Chez Maxim" è considerata a giusta ragione il capolavoro di Georges Feydeau.
Scritta nel 1899, è uno spettacolo che esplode in un turbine di situazioni comiche, con quel ritmo inarrestabile e un poco folle che è la caratteristica del genio comico di Feydeau.
Il gioco scenico è sostenuto da una satira fortemente graffiante e soprattutto dal ritratto memorabile della Môme Crevette, straordinariamente comico eppure di grande verità umana.

La commedia è una irresistibile girandola di battute fulminanti, di malintesi, che inizia quando l'inappuntabile e sposato Monsieur Luciano Petypon, dopo una notte di follie, si ritrova al mattino tra le braccia della Môme Crevette, ballerina del Moulin Rouge.
Nasconderla alla moglie, con l'aiuto dell'amico Dr. Mongicourt, sembra impossibile ma, di trovata in trovata, quel prestigiatore della scena che è Feydeau riesce non solo a creare per la Crevette un ruolo angelico ma perfino a portarla ad insegnare "belle maniere" parigine alle provincialissime invitate del castello di Membrole, dove è stata invitata ad un matrimonio come "Signora Petypon".






"Rumori fuori scena" è una divertentissima commedia in tre atti, un irresistibile lavoro del teatro contemporaneo.
Si tratta di una esilarante storia che offre uno spaccato della vita quotidiana di una scalcinata compagnia impegnata, sotto la direzione di un incapace regista a provare e rappresentare lo spettacolo "Con niente addosso".
La commedia è divisa in tre atti nei quali si assiste a tre versioni molto diverse dello stesso primo atto.
Nell'atto d'inizio si assiste alla prova generale che, come ogni prova generale che si rispetti, è costellata di intoppi; nel secondo atto si viene catapultati dietro le quinte di una replica pomeridiana, dove si possono seguire amori e rivalità dei componenti della compagnia che finiscono, nel terzo atto, per portare ad una disastrosa replica.
Ritorna il "Collettivo" più grottesco. Ritorna la risata. Ritorna la comicità.






Sebastiano, impeccabile maggiordomo nonchè fedele complice del barone Rommer, la cui reputazione di collezionista di cuori femminili è ben nota a chiunque, incappa in una telefonata con una gradevole interlocutrice e non resiste alla tentazione di farsi passare proprio per il suo padrone assente da casa per impegni mondani.

Con facilità riesce a convincere la donna a raggiungerlo e, per riceverla degnamente, indossa gli abiti del suo padrone.
Ma il rientro improvviso ed inaspettato di quest'ultimo scombina i piani di Sebastiano e...
Colpi di scena e imbarazzanti situazioni rendono gradevole seguire gli eventi della brillante commedia di Geyer.






Ossessionato dall'idea di essere affetto da più malanni, il "malato" si mette attorno una schiera di medici saccenti.
Tutto questo, fino a esasperare il proprio carattere e la propria condizione psicologica, in un'esplosione di comicità che, a tratti, diventa incontenibile...

Il Malato immaginario, considerato uno dei grandi classici della comicità, è l'ultima opera scritta da Molière. Solo quattro furono le recite a cui l'autore prese parte: l'ultima si chiuse con la sua morte.
Una pagina di teatro, scritta direttamente sulla scena, che ha reso famosa quest'opera e il motivo per cui viene ricordata.
E dunque, Argante finge piuttosto una salute che non esiste. Si lascia sedurre consapevolmente dai medici, dai loro raggiri, dai loro misteri nell'illusione che il destino gli riservi un'ipotetica vita da sano.
La satira contro i medici si rivela dunque anche stizzosa e disperata contro l'impotenza e il ridicolo della medicina. Attorno ad Argante, oltre a medici e guaritori, pozioni e medicamenti, ruotano alcune figure fondamentali per la materializzazione delle sue fobie e la messa in scena di trovate ed espedienti.





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